Cambiare il mondo

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Io non so chi può cambiare il mondo.
So, però, che per cambiarlo bisogna ricominciare a sfogliare i libri di Filosofia, apprezzarne l’odore, il sapore del Sapere sulle dita, l’eleganza delle parole. Ed entrare gentilmente nella stanza delle domande, dove l’unica risposta è arredata d’Etica.
Gli Antichi Greci sostenevano che il sole si arrende, la sera, quando gli ingranaggi dell’universo funzionano alla perfezione.
Oggi, invece, noi “grandi” viviamo in un orfanotrofio a due isolati dai ricordi.
Il tempo è fumo sui muri sordi e se ne va, com’è arrivato.
Nella periferia del cuore gli autobus non passano più, la ricchezza dell’amore verso gli altri si è ritrovata con il conto dell’anima vuoto: assegni in bianco le carezze, maschere i direttori d’orchestra soggiogati da stonature e storture più grandi di loro.
In un libro di Filosofia c’è tutto il resto, quel resto che contiamo e ricontiamo quando facciamo la spesa.
Noi, però, quanto contiamo?
Quanto consapevoli siamo della ormai inevitabile fine?
I giovani, si è parlato tanto dei giovani in questi anni. E qualcosa di buono l’avranno pur fatto! Ma vederli non guardare più il cielo mi mette pensiero.
Quel pensiero filosofico di cui sono ignari, loro malgrado, malgrado l’età: è così.
E noi, che giovani siamo stati, cosa gli abbiamo insegnato? La solitudine dei numeri sparsi, dispersi, persi.
Oh! se Platone sapesse com’è difficile da trattare quest’ignoranza…
Bestie selvagge noi, che ai libri di Filosofia abbiamo preferito uno schermo.
Provate a parlare con uno specchio, vi lascerà credere che vi vuole bene.
Poi toccatelo, sentirete il freddo entrarvi dentro.
Quel freddo lì è, eticamente e spiritualmente, inadatto all’ingranaggio dell’universo.


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