In chiesa

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Entro in chiesa lasciando fuori il mondo.
In ginocchio prego il cielo, mentre un sole pallido disteso a trave ha vergogna di disturbare. Lettera dopo lettera scarabocchio di parole il marmo, fiato stanco a raccontare me.
E nei passi che il tempo cancella, orme indelebili prendono forma, viavai di pensieri a fotocopiare la vita.
Maria, volto tondo dipinto di chiaro e mani a scusa intrecciate dai rosari, indica l’orizzonte ai santi supplicando pietà.
La mia voce chiede perdono, dono immenso dell’anima in un disegno che non capirò mai.

“Ci sono rumori che non riesci più a sentire e silenzi che fanno impazzire da quanto rumore riescono a fare…”.


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